venerdì 7 settembre 2007

Libri: Agosto 2007


Libri acquistati

nessuno

Libri letti

Ian McEwan - Bambini nel tempo


Agosto è il mese in cui di solito riesco a leggere più libri, quest'anno non è stato così e la colpa è tutta di Bambini nel tempo. Anche questa volta le premesse per un buon libro ci sono, il tema trattato è senz'altro di attualità, viste le recenti scomparse di Madeleine e di Ylenia, il tema trattato è senz'altro molto delicato come sempre quando si parla di bambini, il tema trattato mi colpisce particolarmente per la presenza di una nipotina di circa quell'età. Metti poi che in questo periodo mi commuovo anche con le pubblicità dei dentifrici allora il colpo è quasi sicuro, prepariamo i fazzoletti e partiamo con la lettura. A pagina tredici la bambina scompare, a pagina 16 il padre smette di cercarla e torna a casa. Come, di già? va bene, penso, ci tornerà più avanti con un bel flashback corposo e struggente. Invece niente, giriamo la pagina e sono passati alcuni anni, l'autore sbriga la faccenda in poche pagine spiegando che il padre l'ha cercata a lungo, la madre invece è rimasta chiusa in casa e in sé stessa, poi il padre si è arreso quando la moglie lo ha lasciato ed è stato il suo turno di chiudersi in casa. E siamo a pagina ventidue, il libro è di duecentoquindici pagine.
Quando riprende sono passati più di tre anni, il lutto non è stato ancora del tutto elaborato ma il tempo trascorso si sente, non è più un dolore straziante e insopportabile, ma un dolore muto e costante con il quale cercare di convivere.
Si parla anche di un amico di Stephen (il padre), brillante editore, poi brillante politico che lascia la carriera per diventare un brillante ragazzino con tanto di capanna sull'albero; dei genitori di lui, di quando erano giovani, di quando erano vecchi; del tentativo di ricontatto tra i due genitori, che tentano di tornare insieme senza molto successo.
Finale scontato e a lieto fine, che però si rivela necessario per una storia così pessimistica.
Mi è piaciuto, non mi è piaciuto.
Ho impiegato un mese per leggerlo, il libro è piuttosto lento e di sicuro mi aspettavo qualcosa di diverso. Ha dei momenti indiscutibilmente buoni, ma è mancato quel groppo alla gola che mi aspettavo di sentire con una storia del genere.

sabato 25 agosto 2007

15

mercoledì 8 agosto 2007

Hohner Special 20



È bellissima. E ora si suona un po' di blues.

domenica 5 agosto 2007

Libri: Luglio 2007


Libri acquistati

Yasunari Kawabata - La casa delle belle addormentate (usato)
Abraham B. Yehoshua - L'amante (usato)
Yukio Mishima - La via del samurai (usato)
Ned Vizzini - Mi ammazzo, per il resto tutto ok (usato)
Christopher Hitchens - Dio non è grande
David Foster Wallace - Infinite Jest

Libri letti

Ned Vizzini - Mi ammazzo, per il resto tutto ok
John Kennedy Toole - La Bibbia al neon



Ho comprato il libro di Vizzini divertito e incuriosito dal titolo, ho pensato che un bel libro con un po' di sano e cinico umorismo nero non poteva farmi male, soprattutto se le premesse ci sono tutte: un ragazzo depresso in psicanalisi e sotto farmaci. Però il fatto è che parla di un ragazzino e non di un ragazzo, poi l'altro fatto è che questo ragazzino va in un reparto di psichiatria dell'ospedale (bene!) dove trova l'amore e capisce persino quello che vuole fare da grande (ma va' a cagare). Brutto e banale, e brutto.
Ho liquidato in quattro righe il libro di Vizzini non solo perché non ne meritava di più, ma anche perché il libro che ho letto dopo è un VERO CAPOLAVORO. John Kennedy Toole è uno scrittore formidabile che ha scritto due libri meravigliosi.
Avevo letto "Una banda di idioti" quattro o cinque anni fa e me ne ero innamorato, personaggi estremi (di quelli che ti aspetti di trovare in un film dei coen, per intenderci), situazioni assurde e tanta ironia e critica sulla società.
Per "La bibbia al neon" mi aspettavo un libro sulla falsariga della banda di idioti, fu scritto prima (quando toole era solo sedicenne) e quindi pensavo a una specie di prova per il suo secondo, immenso, lavoro. E invece no. Una bibbia al neon è già un opera matura, completamente diversa. Qui non c'è ironia, non ci sono personaggi grotteschi e surreali, qui c'è la realtà drammatica e disperata della vita di una provincia americana durante la seconda guerra mondiale. Il protagonista, David, non ha niente da spartire con il gigantesco e grottesco Ignatius della banda. David è povero, orfano del padre e con una madre impazzita in un ambiente dove i fondamentalisti islamici sembrerebbero convinti liberali.
Dovrei concludere, come è solito fare, piangendo sulla prematura morte di Toole (suicida a 32 anni) dichiarando quanto altro avrebbe potuto scrivere. L'ho già fatto parlando di Carver qualche mese fa e lo dovrei rifare ora, ma non lo dico, così da non risultare stucchevole. Però lo penso.

giovedì 26 luglio 2007

Irene - Parte 1

Irene si sveglia con un senso di malessere che la perseguita da giorni, rimane nel letto fino a quando non sente male dappertutto e allora si alza, in ciabatte attraversa la camera trascinando i piedi ed entra in bagno, si chiude e ci rimane mezz’ora. Quando esce è una persona diversa, pulita e pettinata. Irene apre l’armadio, si osserva nello specchio dell’anta e sbuffa, guarda e cerca qualcosa da mettersi, ecco, un cappello, ora va meglio. In vestaglia e cappello entra in cucina, dove il padre la guarda da sopra il giornale, cosa diavolo ci fa in vestaglia e cappello, pensa, povera Irene mia, pensa, e si rimette a leggere. Irene guarda nel frigo e prende un wurstel, il cartone del latte e una ciotola, beve il latte e mangia il wurstel, è buono ma si può fare anche meglio, domani proverà col parmigiano grattugiato. Irene si avvia verso la porta quando viene intercettata dalla madre, la riporta in stanza e le dice di scegliere qualche vestito, Irene pensa che sia una perdita di tempo, ma sceglie un paio di pantaloni beige e un maglioncino rosso. Bello il rosso. Ora può uscire. È una bella giornata. Ad aspettarla davanti al portone c’è Willy, che si chiama Francesco, ma guai a chiamarlo Francesco che si arrabbia. Willy è più giovane di lei, ma è tanto caruccio e quindi gli permette di accompagnarla quando esce, non parla spesso e a Irene piace proprio per questo, che se non hai nulla da dire stai zitto, questo è quello che pensa. E lui sta zitto, oh sì, però a volte parla, e quando parla dice cose bellissime. Tipo quella volta che l’ha guardata serissimo e le ha detto che se sorride è molto bella, allora lei non ha fatto che sorridere per tutto il giorno finché non ha iniziato a sentirsi stupida e ha smesso. Non bisogna mai sorridere troppo, ha pensato, poi diventa un’abitudine e perde di senso. Arrivati all’incrocio vicino al supermercato Willy la saluta, che deve girare a sinistra per prendere l’autobus, lei invece va dritto e attraversa la strada per andare in biblioteca.
Speriamo che non ci sia quello scemo di Pietro, pensa. Non le fa mai guardare i libri in santa pace, ha paura che li rompa. E invece c’è Francesca che si fa chiamare soltanto Francesca o se vuoi Franci ma non Willy o cose del genere, ed è simpatica e al contrario di Willy parla sempre, Sai Irene è appena arrivato un libro che dovresti assolutamente leggere, parla di una guerra medievale e di grandi signori feudali, le dice. Così Irene prende quel libro e altri tre che la colpiscono per la copertina vivace e piena di colori. Francesca è simpatica ma ha gusti orribili in fatto di libri, prende quello che le consiglia solo per non farle dispiacere, tanto poi non lo legge. Quando arriva alla cassa le dicono che non può prenderli tutti perché si è dimenticata di portare quelli presi la volta scorsa, che stupida, e sì che li aveva lasciati nell’armadio per ricordarseli, così quando avrebbe preso i vestiti vedendoli se ne sarebbe ricordata, e invece li ha lasciati nell’armadio. Tre libri, le dicono, ne devi lasciare uno, non le è mai stato facile scegliere, ormai la giornata è rovinata. Decide di lasciare il libro con meno rosso in copertina. È bello il rosso, pensa.

domenica 15 luglio 2007

Lungo il naviglio

Hanno liberato alcuni pesciolini rossi nel naviglio, li ho visti nuotare controcorrente un paio di settimane fa.
Una volta c'erano cigni e tartarughe ad abitarlo, ma ora ci sono solo alcuni pesciolini rossi che nuotano controcorrente.

sabato 14 luglio 2007

14 - Brivido, terrore, raccapriccio (quello vero)



Questa è una critica (non troppo riuscita) verso tutte quelle espressioni barbarizzanti che offendono l'italiano e sono un pugno nell'occhio per chi legge.
Critica che ormai si trova in qualsiasi blog per bene e che nel mio mancava, ho rimediato.



P.S. Non mi sembra ci sia bisogno di puntualizzare che il personaggio in nero non è di mia invenzione, è Cattivik, una creatura di Bonvi. Se non l'avete riconosciuto temo che non ci siano speranze per voi.