mercoledì 3 ottobre 2007

venerdì 28 settembre 2007

16


So che le mie vignette non si vedono da diverso tempo, sto raccogliendo materiale per far sì che l'aperiodicità delle pubblicazioni sia un po' meno aperiodica, ho pronte ben 2 (DUE) strisce nuove... Quindi potete stare allegri, gente!

domenica 9 settembre 2007

V-DAY Bologna

non ne ha parlato nessuno (raitre sì), ma noi c'eravamo lo stesso.
E oggi ne parlano tutti.

venerdì 7 settembre 2007

Libri: Agosto 2007


Libri acquistati

nessuno

Libri letti

Ian McEwan - Bambini nel tempo


Agosto è il mese in cui di solito riesco a leggere più libri, quest'anno non è stato così e la colpa è tutta di Bambini nel tempo. Anche questa volta le premesse per un buon libro ci sono, il tema trattato è senz'altro di attualità, viste le recenti scomparse di Madeleine e di Ylenia, il tema trattato è senz'altro molto delicato come sempre quando si parla di bambini, il tema trattato mi colpisce particolarmente per la presenza di una nipotina di circa quell'età. Metti poi che in questo periodo mi commuovo anche con le pubblicità dei dentifrici allora il colpo è quasi sicuro, prepariamo i fazzoletti e partiamo con la lettura. A pagina tredici la bambina scompare, a pagina 16 il padre smette di cercarla e torna a casa. Come, di già? va bene, penso, ci tornerà più avanti con un bel flashback corposo e struggente. Invece niente, giriamo la pagina e sono passati alcuni anni, l'autore sbriga la faccenda in poche pagine spiegando che il padre l'ha cercata a lungo, la madre invece è rimasta chiusa in casa e in sé stessa, poi il padre si è arreso quando la moglie lo ha lasciato ed è stato il suo turno di chiudersi in casa. E siamo a pagina ventidue, il libro è di duecentoquindici pagine.
Quando riprende sono passati più di tre anni, il lutto non è stato ancora del tutto elaborato ma il tempo trascorso si sente, non è più un dolore straziante e insopportabile, ma un dolore muto e costante con il quale cercare di convivere.
Si parla anche di un amico di Stephen (il padre), brillante editore, poi brillante politico che lascia la carriera per diventare un brillante ragazzino con tanto di capanna sull'albero; dei genitori di lui, di quando erano giovani, di quando erano vecchi; del tentativo di ricontatto tra i due genitori, che tentano di tornare insieme senza molto successo.
Finale scontato e a lieto fine, che però si rivela necessario per una storia così pessimistica.
Mi è piaciuto, non mi è piaciuto.
Ho impiegato un mese per leggerlo, il libro è piuttosto lento e di sicuro mi aspettavo qualcosa di diverso. Ha dei momenti indiscutibilmente buoni, ma è mancato quel groppo alla gola che mi aspettavo di sentire con una storia del genere.

sabato 25 agosto 2007

15

mercoledì 8 agosto 2007

Hohner Special 20



È bellissima. E ora si suona un po' di blues.

domenica 5 agosto 2007

Libri: Luglio 2007


Libri acquistati

Yasunari Kawabata - La casa delle belle addormentate (usato)
Abraham B. Yehoshua - L'amante (usato)
Yukio Mishima - La via del samurai (usato)
Ned Vizzini - Mi ammazzo, per il resto tutto ok (usato)
Christopher Hitchens - Dio non è grande
David Foster Wallace - Infinite Jest

Libri letti

Ned Vizzini - Mi ammazzo, per il resto tutto ok
John Kennedy Toole - La Bibbia al neon



Ho comprato il libro di Vizzini divertito e incuriosito dal titolo, ho pensato che un bel libro con un po' di sano e cinico umorismo nero non poteva farmi male, soprattutto se le premesse ci sono tutte: un ragazzo depresso in psicanalisi e sotto farmaci. Però il fatto è che parla di un ragazzino e non di un ragazzo, poi l'altro fatto è che questo ragazzino va in un reparto di psichiatria dell'ospedale (bene!) dove trova l'amore e capisce persino quello che vuole fare da grande (ma va' a cagare). Brutto e banale, e brutto.
Ho liquidato in quattro righe il libro di Vizzini non solo perché non ne meritava di più, ma anche perché il libro che ho letto dopo è un VERO CAPOLAVORO. John Kennedy Toole è uno scrittore formidabile che ha scritto due libri meravigliosi.
Avevo letto "Una banda di idioti" quattro o cinque anni fa e me ne ero innamorato, personaggi estremi (di quelli che ti aspetti di trovare in un film dei coen, per intenderci), situazioni assurde e tanta ironia e critica sulla società.
Per "La bibbia al neon" mi aspettavo un libro sulla falsariga della banda di idioti, fu scritto prima (quando toole era solo sedicenne) e quindi pensavo a una specie di prova per il suo secondo, immenso, lavoro. E invece no. Una bibbia al neon è già un opera matura, completamente diversa. Qui non c'è ironia, non ci sono personaggi grotteschi e surreali, qui c'è la realtà drammatica e disperata della vita di una provincia americana durante la seconda guerra mondiale. Il protagonista, David, non ha niente da spartire con il gigantesco e grottesco Ignatius della banda. David è povero, orfano del padre e con una madre impazzita in un ambiente dove i fondamentalisti islamici sembrerebbero convinti liberali.
Dovrei concludere, come è solito fare, piangendo sulla prematura morte di Toole (suicida a 32 anni) dichiarando quanto altro avrebbe potuto scrivere. L'ho già fatto parlando di Carver qualche mese fa e lo dovrei rifare ora, ma non lo dico, così da non risultare stucchevole. Però lo penso.