lunedì 12 novembre 2007

Separazione

Giace avvolta nella seta, sdraiata in una bara di legno aperta. Ha il viso pallido, bianchissimo, e le labbra rosso carminio, tendenti al violetto, un vestito nero e i capelli tirati indietro.
Giace distesa in una bara di legno, gli ultimi istanti per guardarla prima che la sotterrino.
L’amo tantissimo.

E allora perché trattengo a stento uno scoppio di risa? Perché guardandola devo mascherare in smorfie di dolore i miei ghigni ilari?
Osservatela, così coricata nella bara, pallida e con le mani conserte. Una vampira che aspetta la notte per risvegliarsi e succhiare il sangue di tutti noi. Scoppierebbe a ridere, ne sono certo, se si potesse vedere, così distesa nella bara. Morta.

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